Andrea Pubusa
Quando alle 19, puntuale come un orologio svizzero, arrivo in via S, Domenico, dalla sede dell’Associazione “Terra battuta” giunge un allegro vociare. Entro e tutti salutano allegramente. Ci sono tutti i combattenti del referendumi, i nuovi partigiani della Costituzione. C’è Franco Ventroni, indaffarato a mettere ordine fra le bottiglie che compagni e compagne portano. E’ lui a prendere in consegna, con cura, le mie due bottiglie di spumante, una di brut per palati forti, e una di moscato dolce, per palati più delicati. Gianna aveva già portato i mandarini di mia produzione, colti ieri a Nuxis, che ora fanno bella figura in un cesto, da cui promana un odore inconfondibile. Lorena sistema sul tavolo cibarie varie e patatine di ogni tipo. Gianni Pisanu mi si avvicina sorridente come sempre; lui sì che è di parola! Mi mostra un panettone Motta, gli avevo confidato alla riunione del Comitato d’iniziativa costituzionale e statutaria, mercoledì, che io non sono passato al pandoro, ma sono fedele al panettone tradizionale. Ci sono anche gli assenti giustificati Dina, che s’è fratturata un braccio, Fernando a casa per forza maggiore, e Pinella, ”rappresentata” però da Andrea Olla, che immancabilmente parla, indovinate un po’?, di bici e di biciclettate. Anche Tonino Dessì ha avuto un impegno, ma è fra noi, gli siamo debitori di molti spunti sull’attacco renziano alla nostra specialità regionale, che poi spiegano quel 10% in più in Sardegna rispetto alla pur alta percentuale dei NO a livello nazionale.
Ma guarda lì chi c’è, Francesco Cocco! Che bello! Abbiamo siglato tempo fa su Santu Juanni, il comparatico, e ci salutiamo in sardo, lingua che cun goppai Franciscu usiamo anche nella nostra comunicazione via mail. Che regalo vederlo fra noi! Ma non poteva mancare. E’ stato l’anima della battaglia contro la Legge Statutaria di Soru, allora alla stolta ricerca di una legge elettorale d’investitura, che - come dice Antonello Murgia - ha fatto da battistrada a tutte le porcate formulate per creare un capo attorno ad un’oligarchia autoreferenziale, rapace e formalmente dmocratica, sostanzialmente elitaria ed autoritaria. Ecco perché tutti Francesco lo salutano con piacere e meritato rispetto. Accanto a lui una sorridente Annamaria, a cui Franco porge una bella fetta di pandoro, mentre io declino l’offerta in attesa della mia porzione di Motta, che arriva subito dalle mani di Luisa Sassu.
Mentre con orgoglio parlo con Ceccio Sedda e Cecilia della dimensione notevole dei miei mandarini, ecco che irrompe il vocione di Piero Marcialis che annuncia l’inizio della parte musicale. E subito Roberto Deiana intona canti popolari e della Resistenza che tutti cantano in coro, con qualche stonatura, ma con giusta passione. Giuntini unisce il suo vocione e così la canzone prevale sul chicchiericcio. Ognuno ha da dire qualcosa. Si sprecano le batture su Renzi, di cui finalmente parliamo solo ridendo, senza la preoccupazione che ci ha inflitto, maledetto!, per un anno intero, per tutto il 2016 e anche prima. Francesco dice che lo abbiamo steso come a suo tempo facemmo con Soru. Antonello Murgia annuisce, ridendo. Un KO definitivo e irreversibile!
Piero Marcialis lascia che Roberto termini le note di “Bella ciao” e irrompe di nuovo col suo vocione, Silenzio!!!! E’ l’ora della prosa. Il dialogo gramsciano della fumatrice (Clara Murtas, sempre brava!) e del non fumatore (Piero) in treno. Dialettica fra legalità e coscienza. Alla fine siamo tutti per la coscienza che mitiga il rigore della legge e introduce sano buon senso nella sua applicazione. Non può la fumatrice, anche se nello scomparto si può, provocare i polmoni del non fumatore!
Non si fa in tempo a finire l’applauso intenso che Andrea Murru, sapientemente, irradia un bel ballo sardo, e subito Lorena, Luisa, Graziella, Mariella e tante altre si scatenano in una danza, allegra e colorita. Chissà perché, penso, il ballo sardo, in queste occasioni, solitamante coinvolge solo le donne. Sono forse più aperte alla gioia. Franco accenna ad un passo di danza, ma con la bottiglia in mano a mescere il suo buon vino rosso, ha qualche difficoltà. Pierluisa ad un certo punto lancia slogan contro le basi militari e trova la pronta convergenza di tutti. Gianna canta, ma fa anche tessere per l’ANPI. E sì il 2018 è alle porte. Anno nuovo tessera nuova!
Nessuno chiede il canonico discorso. Abbiamo combattuto intensamente due anni interi ed ora prevale la voglia, assorbente ed esclusiva, della festa. Un intermezzo, con quanto ci attende a gennaio. Li abbiamo battuti, ma non si sono ancora ritirati. Continuano a tramare ai danni della nostra democrazia. Mentre si canta e si balla, negli occhi di tutti c’è una promessa: non molleremo, saremo sempre in campo, con un impegno proporzionato al pericolo.
Poi, pian piano, iniziano i saluti: Franco e Giacomo Meloni, compagni di mille battaglie, vanno via fra i primi. Poi Luisa e Mariella: tengono figli. Anche Francesco con Anna Maria si alzano e salutano, accompagnati dall’affetto evidente di tutti. Franco saluta a suo modo, provocando un corale “urrah” al NO. Anche lui, quante battaglie!
Noi con Lorena rimaniamo sino alla fine. Gianna dà una mano a rimettere ordine a ritirare bicchieri e piatti di carta, tovagliolini e, nel rispetto rigoroso della differenziata, plastica e bottiglie.
Che bella la festa! Impagabile lasciar fuori dalla porta le preoccupazioni e i veleni di chi divide e frantuma e non partecipa. Che bello sapere di essere diversi, ma pronti a stringerci in un sol pugno in difesa della nostra maltrattata democrazia. Torniamo a casa più sereni. Ora ci attende una meritata lunga pausa natalizia. Ma a gennaio - è sicuro - saremo più carichi che mai. Un lungo 2018 ci attende e noi siamo pronti.
Simulando tosse, la signora (Clara Murtas) fuma in treno…e il signore (Piero Marcialis) fa sensate osservazioni
3 commenti
1 Oggi martedì 12 dicembre 2017 | Aladin Pensiero
12 Dicembre 2017 - 10:28
[…] Andrea Pubusa su Democraziaoggi. ——————————————– Eventi aladinsegnalati————————- Remo Bodei a Cagliari per l’anno gramsciano, a 80 anni dalla morte del grande pensatore sardo. Una riflessione sulla storia recente, sull’uomo occidentale e sul modo in cui – secondo Antonio Gramsci – i primi avvenimenti del ‘900 ne abbiano influenzato le coscienze, la visione della storia, della cultura e della politica. È il tema dell’incontro che si terrà martedì 12 dicembre alle 17 alla Fondazione di Sardegna (via San Salvatore da Horta) organizzato dal Centro Iniziativa Democratica, con il filosofo Remo Bodei. ————————————————– Giovedì 14 dicembre Auditorium Comunale [Piazza Dettori 8, Cagliari] ore 18:00 L’economia della felicità – Incontro con l’economista Leonardo Becchetti. Circondati da ipermercati dove si vende di tutto a prezzi bassissimi, siamo arrivati alla felicità? Forse no, perché dall’economia non dipende solo il benessere delle nostre tasche, ma gran parte della felicità di tutti noi e, a lungo termine, la sopravvivenza del pianeta. Orientare le nostre scelte d’acquisto fa la differenza nel preservare e promuovere valori fondamentali come libertà, giustizia ed equità, valori che sono alla base di una vera felicità. Presenta l’incontro Roberto Sedda. - Libro di riferimento: Capire l’economia in sette passi [Minimum Fax, 2016] ————–14 dicembre——————————————— —————————— Venerdì 15 dicembre ————————————– —————————— Sabato 16 dicembre Mercoledì 13 dicembre —————————————————————- “Pro Salute e prosperitate nostra – Nostra Signora di Bonaria nella storia della salvezza, dalla corona al regno d’Italia” ——- di Gianlorenzo Porrà. […]
2 Piero Marcialis
12 Dicembre 2017 - 16:32
Il brano di Gramsci, recitato da Piero e Clara, si intitola “La coscienza dei pezzi di carta”, articolo in forma di dialogo teatrale, pubblicato su “Il grido del Popolo”, il 29 dicembre 1917.
3 T. D.
12 Dicembre 2017 - 23:37
Presente in spiritu, senz’altro. Alla prossima. Cari saluti a tutte e a tutti. ✊
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