Pigliaru impigliato fra legge truffa e smodate pretese

10 Marzo 2014
5 Commenti


Amsicora

Avete notato? PDL e PD hanno approvato a ridosso delle elezioni una legge truffa per spartirsi, nella roulette russa del voto, maggioranza e opposizione. Eppure, a quasi un mese dalle elezioni, non si sa ancora quale sarà la giunta regionale. Di più e peggio, con questa legislazione elettorale truffaldina hanno reso difficile il voto e perfino lo spoglio. Si dice che queste leggi semplificano il sistema politico, e al seggio ci siamo trovati davanti più che una scheda, una tovaglia, con sigle inventate e di difficile individuazione. Ancora la Corte d’appello, per la macchinosità del sistema, non ha potuto proclamare gli eletti.
E dopo? Vedrete la coda di ricorsi al Tar! Ci sarà poi la madre di tutti i ricorsi, quello ispirato dal Comitato 12 ottobre insieme a settori del Manifestosardo e di Democraziaoggi, che porterà la legge alla sbarra davanti alla Corte Costituzionale. Con quale risultato? Col probabile annullamento dell’atto di proclamazione della Corte d’appello, e fra un anno e mezzo con una nuova composizione del Consiglio regionale. Sarà il Tar a farlo a seguito dell’annullamento ad opera della Corte costituzionale del premio di maggioranza e dello sbarramento al 10%. Insomma, saranno ancora gli organi di garanzia e rimettere le cose a posto, a ripristinare la legalità violentata da partiti e dirigenti politici persino usando in modo fraudolento lo strumento sacro della legge. Sarà un terremoto! A riprova che le leggi, fatte con miopia, ad personas, ad uso e consumo dei partiti maggiori e dei partitini ad essi subalterni, hanno il fiato corto. Vedremo nell’Assemblea regionale Sardegna possibile di Michela Murgia e Unidos di Pili. Ipotesi, si dirà. Beh, qualcosa di più.  Il Tar Lombardia ha già trasmesso alla Consulta la legge regionale lombarda, molto simile a quella sarda. Che poi la legge sarda comprima irragionevolmente il principio di uguaglianza  del voto e il carattere proporzionale del sistema elettorale, voluti dalla Carta, è provato dal fatto che entrano in Consiglio “forze” (si fa per dire!) con meno dell’1% dei voti e rimangono esclusi Murgia e Pili, che, sommando, hanno preso circa 120 voti!
Legge truffaldina, fatta da fessi-arroganti, che pensano che i cittadini siano disposti a sopportare tutto. E ancora una legge che non assicura alcuna governabilità, nonostante lo sproporzionato premio di maggioranza e l’incredibile soglia di sbarramento. Pigliaru è impigliato nella rete del PD e dei partitini sedicenti “Sardegna vera“. Tutti gli tirano la giacca! Ognuno, in questo assalto alla diligenza, vuole predare la sua parte. Ognuno ha il suo o la sua statista da piazzare in giunta! E se Pigliaru non userà la deterrenza (la minaccia di mandarli tutti a casa!), non riuscirà a formare un esecutivo presentabile, e se ci riuscirà sarà sempre esposto ad un’azione di guerriglia istituzionale, fatta di imboscate in un Consiglio ingovernabile. Che affidamento può farsi sulla disciplina e l’onorabilità di un partito il PD, la cui questione centrale è l’assegnazione d’incarichi ad indagati con contestazioni infamanti? Poi, fra un annetto, punto e a capo con un nuovo Consiglio e una nuova Giunta, dopo la pronuncia della Consulta! Ci sono tutti i presupposti per specare la legislatura. A riprova del fatto che PD e PDL, nonostante la loro sintonia nello spartirsi maggioranza e opposizione, non sono in grado, qui come a Roma, di fare leggi serie e ad assicurare governi accettabili sul piano dell’etica pubblica e della competenza. Così come i partitini della residua sinistra o del nuovo sovranismo non prospettano niente al di là del loro elettoralismo, tutto giocato sulla subalternità al PD. Sotto questo profilo la denominazione “Sardegna vera“, scelto da alcuni partitini, sembra un irriverente scherzo di carnevale verso i sardi. Se c’è qualcosa di non vero, di fittizio sono proprio loro che, senza la propensione a fare gli acari del PD degli indagati e senza l’uso spregiudicato di una legge elettorale anti democratica e anticostuzionale, dovrebbero zappettarsi il seggio, misurandosi finalmente e seriamente coi problemi dei sardi.
In questa situazione Pigliaru ha solo una via: tirar dritto. Se rimane a dimenarsi nella rete che gli hanno teso, è finito. Ed è spacciata anche la Sardegna, già maltrattata oltre ogni accettabile misura.

5 commenti

  • 1 in giro con la lampada di aladin… | Aladin Pensiero
    10 Marzo 2014 - 08:58

    […] impopolare. ILVO DIAMANTI su La Repubblica- Le statistiche sul gradimento. - Pigliaru impigliato. Amsicora su Democraziaoggi Crisi, Merkel, burocrazia Per gli italiani l’Europa è diventata impopolare MAPPE – […]

  • 2 spiras
    10 Marzo 2014 - 09:38

    DemocraziaOggi vuole portare la legge elettorale Sardegna davanti alla Corte Costituzionale? Per carità, è possibile che sul piano dello stretto diritto quella legge sia costituzionalmente illegittima. Però mi chiedo: Democrazia oggi è diretta da Andrea Pubusa (ex consigliere regionale del PCI), ed ha nel suo direttivo, tra gli altri, Enrico Palmas (coordinatore dei Rossomori) e Carlo Dore jr. (che se non sbaglio è iscirtto al PD). Dovrebbe essere, dunque, un sito di centro-sinistra. E allora: ha davvero un senso mettersi ad impugnare oggi la legge, e magari far decadere il consiglio, dopo che il centro-sinistra ha vinto le elezioni? Non sarebbe meglio offrire a Pigliaru un contributo per riformare questa legge? Mi chiedo infatti: che succede se la Consulta annulla la legge, il Consiglio decade, la destra presenta un candidato migliore di Cappellacci e ci batte? Non facciamo l’ennesimo regalo a Berlusconi? Meditate, gente, meditate…

    Risposta

    Caro Piras,

    come sai, i ricorsi elettorali possono essere presentati da qualsiasi elettore con o senza avvocato. Quindi Democrazia oggi non presenta alcun ricorso, che invece verrà presentato da alcuni elettori del Comitato 12 ottobre e da altri vicini al Il Manifestosardo e Democraziaoggi. Il ricorso impegna solo chi lo sottoscrive.
    Le altre osservazioni di merito sono irrilevanti. In Lombardia la legge elettorale, simile alla nostra, è stata impugnata e fra poco la Consulta darà il proprio giudizio. Lì il ricorso va bene e qui no? La legalità costituzionale sta al di sopra di ogni altra valutazione di merito. Semmai il lettore dovrebbe chiedere conto al PD della sua intesa col PDL per fare questa porcata in frode alla Costituzione. Qui sta il mistatto! E da questo derivano tutte le conseguenze, comprese quelle che il lettore paventa.
    Se Pigliaru vorrà (e dovrebbe farlo) proporrà un disegno di legge e farà una legge seria. E’ un suo preciso dovere. Se chiederà un contributo di idee, lo avrà. Essere democratici significa essere democraticamente esigenti sempre, con tutti e senza sconti.
    Caro Piras, dovresti chiederti - visto che non lo hai ancora capito - cosa c’entrano con la sinistra o con l’area democratica partiti pieni d’indagati e pronti, a Cagliari come a Roma, a qualunque sfregio costituzionale, d’intesa col partito di Berlusconi.
    Quanto ad Andrea Pubusa - ti assicuro - con questo PD e con questo centro-sinistra (filoberlusconiano) non ha niente a che fare. Anzi, mi ha confidato che sarà molto onorato se dopo aver contribuito a far annullare la prima legge statutaria, farà il bis con questa.

  • 3 Mario Sciolla
    11 Marzo 2014 - 13:01

    Delle questioni poste dall’articolo, una (cosa deve fare Pigliaru?) non è analizzata fino in fondo, come dovrebbe: Pigliaru deve non solo “tirar diritto”, ma avrebbe già dovuto dare un taglio netto all’infinita trattativa da manuale Cencelli. Potrebbe, ad esempio, dichiarare: “Rispetto i tempi della proclamazione degli eletti; ma si sappia che io la Giunta ce l’ho già pronta”. In questo costringerebbe tutti (in primis, il PD) a lasciare le logiche di spartizione per dedicarsi alle cose reali da fare.
    Sul resto sono d’accordo (in particolare, sull’arroganza-dissennatezza dei due partiti maggiori).

  • 4 Nino
    12 Marzo 2014 - 23:14

    mettetevi il cuore in pace. Se la legge elettorale in Sardegna è la fotocopia di quella italiana, giudicata anticostituzionale ma di fatto il governo è rimasto dove stava e addirittura hanno pure rilanciato cambiando ancora governo. Se annullano quello sardo devono prima annullare due legislature, e relative leggi, provvedimenti ecc, delle due legislature passate. Un casino in poche parole. Tranquilli, godetevi lo spettaccolo e lasciate lavorare in pace questo governo.

  • 5 giu
    17 Marzo 2014 - 09:41

    se volessi partecipare anche io al ricorso? pensare che ha votato solo il 50% dei sardi e che il 15% di questi non ha rappresentanti è vomitevole oltre che ingiusto. dopo questa legge che ha voluto anche il pd e dopo tutta la disonestà a cui ho assistito in campagna elettorale da parte del centrosx e dei suoi sostenitori, penso che la pietra sul pd sia talmente grande che mai più penserò a volerla togliere.

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